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AOU Meyer, SOSA Diabetologia Pediatrica, Firenze
Medico Chirurgo Specialista in Scienza dell’alimentazione

Diagnosi clinica

Introduzione

Gli anticorpi diretti contro le isole di Langherans del pancreas, (ICA- anticorpi anti insula pancreatica, IAA- anticorpi anti insulina, IA2- anticorpi anti tirosina fosfatasi, antiGAD- anticorpi anti decarbossilasi dell’acido glutammico, ZnT8A-anticorpi verso il trasportatore dello zinco), possono essere individuati molti anni prima della comparsa del diabete e sono un segno precoce di danno cellulare.  Al momento dell’esordio della malattia il 70- 80% delle beta cellule sono state distrutte (figura 1); le manifestazioni cliniche2,4 sono precedute da un periodo di durata variabile  caratterizzato da progressiva distruzione delle beta cellule.

Figura 1: fasi patogenetiche del diabete di tipo 1

All’avanzare del processo distruttivo delle isole pancreatiche, i soggetti mostrano una perdita irrimediabilmente progressiva della prima fase di rilascio dell’insulina (come evidenziato dal test di tolleranza al glucosio endovenoso). Tuttavia questi soggetti riescono a mantenere uno stato di euglicemia quasi costante che saltuariamente (a causa d triggers stressogeni) può essere interrotto da sporadiche iperglicemie.

A tale fase normoglicemica fa seguito, dopo un lasso di tempo di durata variabile, il vero e proprio esordio clinico della malattia con iperglicemia, glicosuria ed altri aspetti clinici caratteristici del diabete di tipo 1.

Nonostante vi siano molti geni coinvolti nello sviluppo del diabete, i più importanti sono legati all’MHC (complesso maggiore di istocompatibilità), e in particolare all’antigene leucocitario umano (HLA), il locus dei geni che codificano le proteine responsabili per la regolazione dell’immunità nell’uomo. Si tratta di un gruppo di geni polimorfici localizzati sul braccio corto del cromosoma 6. Nella popolazione caucasica l’associazione è più marcata con gli alleli HLA-DR3 e -DR4 e con alcuni alleli del locus HLADQB1 (DQB1* 0302 e DQB1* 0201).

Negli individui geneticamente predisposti, è possibile ipotizzare il coinvolgimento di virus o eventuali fattori che, attraverso fenomeni di mimetismo molecolare, potrebbero indurre la formazione di anticorpi che cross-reagiscono e danneggiano le cellule beta del pancreas.

Oltre ad agenti virali (i “maggiori indiziati” sono gli Enterovirus, in particolare il Coxsackie B4), esistono altri possibili fattori precipitanti verso l’esordio di Diabete di tipo 1 (4):

  • Influenze perinatali: elevato peso alla nascita ed età materna avanzata risultano essere fattori di rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 1
  • Fattori stagionali: gli esordi di diabete di tipo 1 sembrano essere più frequenti in primavera e in autunno, in concomitanza con l’incremento di alcuni tipi di infezioni virali.
  • Fattori virali: i virus sono tra i maggiori “indiziati” come fattori predisponenti. Spesso possono precedere l’esordio di mesi o di anni. Uno dei meccanismi molecolari implicati nel loro potenziale ruolo patogenetico è l’induzione di uno stato flogistico di basso grado
  • Livelli di vitamina D: i pazienti con diabete di tipo 1 hanno livelli di vitamina D più bassi. Inoltre, i tre geni chiave geni coinvolti nel metabolismo della forma attiva della vitamina D (1,25(OH)2D3   sarebbero potenzialmente associati all’esordio di diabete di tipo 1.

Non esiste alcuna correlazione tra le vaccinazioni di Legge e l’insorgenza del diabete mellito di tipo 1.

I sintomi e i segni suggestivi del diabete di tipo 1 all’esordio compongono sovente un quadro drammatico e comprendono: poliuria, polidipsia, dimagrimento, polifagia, enuresi, infezioni dell’area genitale, astenia, disidratazione. Nel momento in cui all’iperglicemia si associa l’acidosi compaiono dolori addominali, vomito, respiro di Kussmaul, alito acetonemico, obnubilamento del sensorio, coma (5).

Bibliografia

  1. Wolfsdorf J, et Al. Diabetic ketoacidosis.  Pediatric Diabetes. 2007;  8: 28–42
  2. Buzzetti R., et Al. Autoanticorpi specifici del diabete autoimmune: indicazioni al dosaggio,  Il diabete. 2016;28,1: 1-7.
  3. https://www.diapedia.org/type-1-diabetes-mellitus/21040851139/environmental-factors
  4. SIEDP. Raccomandazioni per la gestione della chetoacidosi in età pediatrica.
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