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Età e Diabete Mellito di tipo 1

Il diabete di tipo 1 (T1DM) è una patologia cronica autoimmune, risultato di una interazione tra fattori genetici e fattori ambientali, che determinano una progressiva distruzione immunomediata delle beta cellule pancreatiche da parte di autoanticorpi. Da ciò deriva una graduale riduzione nella produzione dell’insulina e/o nella sua funzionalità​1​ , con conseguente necessità di somministrare l’insulina per via iniettiva, al fine di mantenere valori di glicemia ematica nella norma (Figura 1). Alcuni pazienti (soprattutto bambini e adolescenti) possono presentare come primo sintomo della malattia una chetoacidosi, complicanza potenzialmente fatale del diabete; altri una modesta iperglicema a digiuno, che può rapidamente trasformarsi in iperglicemia severa e chetoacidosi in presenza di altre situazioni di stress.

Figura 1: Progressione del Diabete di Tipo 1 (from T20361178ype 1 Diabetes TrialNet)

Generalmente l’esordio della patologia dunque è acuto, con sintomi quali poliuria, polidipsia, calo ponderale e malessere, e si manifesta nella maggior parte dei casi in un’età compresa tra 0-14 anni, con una incidenza globale annua di circa il 4%​2​ . Tale incidenza sta progressivamente aumentando in tutto il mondo, e tale aumento è probabilmente attribuibile anche a fattori ambientali e a cambiamenti epigenetici, poiché modifiche genetiche non si verificano in genere così rapidamente da spiegare un tale aumento della malattia in un tempo relativamente ridotto. Il “SEARCH for Diabetes in Youth Study”, studio osservazionale multicentrico che studia le tendenze nell’incidenza e prevalenza del diabete nella gioventù americana <20 anni, ha suggerito una prevalenza del T1DM tra i giovani bianchi non ispanici di circa 1/300. Tra il 2002 e il 2009, l’incidenza del T1DM nello stesso gruppo di pazienti è aumentata in media del 2,7% all’anno​3​. Allo stesso modo, lo studio EURODIAB ha valutato le tendenze di incidenza del T1DM in 17 paesi europei dal 1989 al 2003 in età giovanile <15 anni, e ha riscontrato un aumento medio annuale dell’incidenza del 3,9%, prevedendo un aumento del 70% della prevalenza del T1DM tra il 2005-2020 in tale gruppo ​4​, con il picco di diagnosi tra 10-14 anni.

L’incidenza del T1DM varia enormemente anche per posizione geografica, con tassi più elevati generalmente osservati in Paesi situati più lontano dall’equatore, come dimostra ad esempio l’alta prevalenza del diabete in Finlandia, e la stessa età di esordio sembra variare in base alla posizione geografica, più alta in Africa ad esempio rispetto all’Europa.

In Italia vivono circa 20.000 bambini ed adolescenti con diabete mellito ed il Registro Italiano per il T1DM (5) ha stimato nell’Italia peninsulare un’incidenza annua variabile da 8,1 a 15,1/100.000 bambini di età compresa tra 1 e 14 anni, mentre è stimata in 6,72/100.000/anno nella fascia di età da 15 a 29 anni. Fa assoluta eccezione la Sardegna che ha un’ incidenza di diabete giovanile tra le più alte del mondo, pari a 40 casi per 100.000/anno nella fascia di età di 0-14 anni ​5​. Il tasso di incidenza del T1DM sta aumentando dunque nella maggior parte dei Paesi, e sembra che si stia verificando negli ultimi anni un drammatico aumento nei bambini di età inferiore a 5 anni (15-20% delle nuove diagnosi)​6​ . Questo dato è allarmante, e il motivo dell’incremento dell’incidenza in questa fascia di età più giovane non è ancora ben conosciuto. Inoltre, la gestione del diabete nei bambini più piccoli rappresenta una sfida complessa per una varietà di motivi che includono fattori fisiologici nonchè cognitivi, comportamentali e socio-emotivi. Dati recenti indicano infatti che quasi il 50% dei bambini età inferiore ai 6 anni non riesce a raggiungere i target di glicemia e di emoglobina glicata previsti per tale età ​7​. Problemi fisiologici, di sviluppo e psicosociali contribuiscono alle sfida quotidina nella cura del T1DM, sia per i bambini che per i loro genitori. Il progressivo e significativo aumento della prevalenza del T1DM in età pediatrica rende, ad ogni modo, la transizione dai Servizi di diabetologia pediatrica a quelli dell’adulto una priorità assoluta. La transizione, infatti, non è solo un passaggio di consegne tra un team curante e l’altro, ma rappresenta un percorso di assunzione di competenze e responsabilità da parte del giovane adulto che diviene totalmente autonomo dalla sua famiglia nella gestione della patologia e delle sue possibili complicanze.

In ogni caso l’età di esordio non è un predittore infallibile del tipo di diabete. Sebbene il T1DM sia più comune nei bambini e adolescenti, esso può essere diagnosticato a qualsiasi età, e vista la differente eziologia, le diverse necessità terapeutiche e i differenti outcomes, risulta di fondamentale importanza riuscire ad effettuare una diagnosi quanto più accurata possibile sin dall’esordio della patologia.

Poche evidenze esistono circa l’epidemiologia del T1DM in età più adulta, poichè molti studi epidemiologici esistenti classificano i pazienti adulti, con valori glicemici diagnostici di diabete, semplicemente come pazienti diabetici, senza differenziare tra T1DM, diabete tipo 2 (T2DM) in terapia insulinica o diabete autoimmune dell’adulto (LADA).

Circa il 5% di casi di diabete diagnosticato tra gli adulti è diagnosticato come T1DM, ma uno studio italiano ha mostrato tassi di T1DM di circa il 50% nei diabetici normopeso diagnosticati tra i 30 e i 54 anni​8​ . Nella maggior parte degli studi effettuati, l’incidenza di T1DM tra gli adulti risulta comunque essere maggiore negli uomini rispetto alle donne, a differenza di quanto accade tra i bambini in cui il rapporto tra i sessi è invece di circa 1:1​9​ .

Il T1DM, in conclusione, può essere ritenuto a tutti gli effetti una malattia sociale poiché, oltre alle sue dimensioni epidemiologiche, investe la famiglia, le strutture sanitarie, l’assistenza, il mondo del lavoro. L’approccio a tale patologia presenta diverse sfide: diagnosi differenziale, decorso clinico, terapia adeguata, dilazionamento delle complicanze. Una diagnosi puntuale e accurata, un adeguato follow-up, un uso giudizioso delle terapie disponibili, combinati con il mantenimento di un ottimale controllo glicemico, assicureranno ai pazienti con T1DM una lunga aspettativa di vita, priva di complicazioni, a prescindere dall’età di insorgenza della patologia.

Bibliografia

  1. Jerram S, Leslie R. The Genetic Architecture of Type 1 Diabetes. Genes (Basel). 2017;8(8). doi:10.3390/genes8080209
  2. IDF. IDF Diabetes Atlas 8th EditionIDF Diabetes Atlas 8th Edition. IDF Diabetes Atlas 8th Edition. Published 2017. https://www.idf.org/e-library/epidemiology-research/diabetes-atlas/134-idf-diabetes-atlas-8th-edition.html
  3. Lawrence J, Imperatore G, Dabelea D, et al. Trends in incidence of type 1 diabetes among non-Hispanic white youth in the U.S., 2002-2009. Diabetes. 2014;63(11):3938-3945. doi:10.2337/db13-1891
  4. Patterson C, Dahlquist G, Gyürüs E, Green A, Soltész G, EURODIAB Study Group. Incidence trends for childhood type 1 diabetes in Europe during 1989-2003 and predicted new cases 2005-20: a multicentre prospective registration study. Lancet. 2009;373(9680):2027-2033. doi:10.1016/S0140-6736(09)60568-7
  5. Carle F, Gesuita R, Bruno G, et al. Diabetes incidence in 0- to 14-year age-group in Italy: a 10-year prospective study. Diabetes Care. 2004;27(12):2790-2796. doi:10.2337/diacare.27.12.2790
  6. Writing Group for the SEARCH for Diabetes in Youth Study Group., Dabelea D, Bell R, et al. Incidence of diabetes in youth in the United States. JAMA. 2007;297(24):2716-2724. doi:10.1001/jama.297.24.2716
  7. Wood J, Miller K, Maahs D, et al. Most youth with type 1 diabetes in the T1D Exchange Clinic Registry do not meet American Diabetes Association or International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes clinical guidelines. Diabetes Care. 2013;36(7):2035-2037. doi:10.2337/dc12-1959.
  8. Diaz-Valencia P, Bougnères P, Valleron A. Global epidemiology of type 1 diabetes in young adults and adults: a systematic review. BMC Public Health. 2015;15:255. doi:10.1186/s12889-015-1591-y
  9. DIAMOND Project Group. Incidence and trends of childhood Type 1 diabetes worldwide 1990-1999. Diabet Med. 2006;23(8):857-866. doi:10.1111/j.1464-5491.2006.01925.x

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