I lipidi sono un gruppo di composti chimici insolubili in acqua con differenti funzioni biologiche. In particolare, i grassi e gli oli sono le forme di conservazione energetica, mentre gli steroli e i fosfolipidi sono i principali elementi strutturali delle membrane biologiche. Inoltre, una componente seppur ridotta di lipidi svolge un ruolo di messaggero intracellulare e di ormone.


I lipidi introdotti con l’alimentazione (dal 20 al 40%) hanno una composizione variabile (gliceridi, fosfolipidi, vitamine liposolubili); tuttavia le molecole lipidiche più abbondanti e utilizzate dall’organismo umano a scopo energetico sono i trigliceridi1,2.
La digestione dei lipidi alimentari avviene nel duodeno e nel digiuno per azionecombinata dei sali biliari e dei fosfolipidi della bile nonché delle lipasi pancreatiche.La secrezione biliare e pancreatica è stimolata dalla colecistochinina, un ormone polipeptidico prodotto dalduodeno e dal digiuno (in minor quantità)con l’introduzione di pasti grassi e proteici. In primo luogo, i lipidi vengono emulsionati, ovvero vengono ridotti in piccole goccioline.
Questo processo, accelera l’azione della lipasi pancreatica la quale converte i trigliceridi prima in digliceridi, poi in monogliceridi, ed infine in acidi grassi liberi e glicerolo. La produzione di di- e monogliceridi potenziano il processo di emulsione lipidica facilitando così il metabolismo lipidico.
Una volta convertiti i trigliceridi nelle forme più semplici, queste si associano agli acidi biliari, per muoversi dal duodeno al digiuno, formando delle strutture miste che prendono il nome di micelle. Successivamente le micelle, una volta raggiunte le cellule intestinali, si disgregano rilasciando il contenuto lipidico che viene assorbito attraverso un processo denominato diffusione semplice. Gli acidi biliari, invece, verranno riassorbiti più a valle dall’ileo.


Una volta raggiunte le cellule intestinali, gli acidi grassi a catena corta passano direttamente nei capillari sanguigni senza subire ulteriore trasformazione. Gli acidi grassi a catena lunga e i monogliceridi, invece, devono essere riconvertiti in trigliceridi attraverso l’utilizzo di energia cellulare (ATP). Successivamente affinché possano essere trasportati a livello linfatico ed ematico, i trigliceridi si aggregano con fosfolipidi e proteine (dette apolipoproteine), generando dei complessi lipoproteici denominati chilomicroni. Queste strutture vengono rivestite da vescicole che ne facilitano il rilascio dalla parete delle cellule intestinali. I trigliceridi, a differenza di altri substrati quali i carboidrati e gli amminoacidi, non transitano direttamente nel torrente circolatorio, ma vengono inizialmente drenati a livello dei vasi linfatici; la linfa assume pertanto un aspetto lattiginoso e prende il nome di chilo. Successivamente raggiungono il torrente circolatorio e vengono trasportati al fegato, al tessuto muscolare e adiposo. Nei capillari di questi tessuti, l’enzima lipoproteina lipasi, degrada i trigliceridi nuovamente in acidi grassi e glicerolo che vengono assorbiti dalle cellule bersaglio. La componente restante dei chilomicroni che contiene ancora qualche trigliceride, passa dal sangue al fegato dove i trigliceridi verranno ossidati per produrre energia.
Bibliografia
- H. Lodish et al, Molecular Cell Biology; Scientific American Books Inc., New York 1995
- Nelson·Cox –I PRINCIPI D BIOCHIMICA DI LEHNINGHER 5/E, Zanichelli Editore 2010
- Berg et al. BIOCHIMCA 6/E, ZANICHELLI EDITORE 2007
- Siliprandi& Tettamanti Biochimica Medica – Strutturale, metabolica e funzionale, 4/E Piccin editore
